La nostra gamma prodotti:

Tubazioni e raccordi di PVC compatto per condotte di scarico a norma UNI EN 1401-1

Descrizione

FITT Sewer EVO è l’innovativo sistema per fognatura e scarichi industriali non in pressione composto dal tubo in PVC e dalla guarnizione integrata inamovibile Sewer Lock. Tale sistema di giunzione assicura l’assoluta inamovibilità della guarnizione, garantendo prestazioni superiori rispetto ai normali tubi per le reti fognarie disponibili in commercio. Le reti fognarie, in quanto sistemi per la raccolta ed il convogliamento delle acque reflue, rivestono una considerevole importanza nella società moderna, contribuendo in modo significativo alla tutela dell’ambiente. Per le sollecitazioni cui sono sottoposti e per la collocazione interrata, tali impianti devono essere realizzati con sistemi di alta qualità.

DESCRIZIONE

FITT Sewer EVO è il sistema composto dal tubo in PVC e dalla guarnizione pre-alloggiata a caldo Sewer Lock. Il tubo in PVC è realizzato con stabilizzanti organici OBS, privi di metalli pesanti, e rispetta i più severi standard normativi dei principali mercati europei garantendo il massimo rispetto dell’ambiente. Il tubo FITT Sewer EVO utilizza il sistema di giunzione a bicchiere con guarnizione pre-inserita meccanicamente a caldo durante la fase di formazione del bicchiere: la guarnizione Sewer Lock è composta da  un elemento di tenuta in materiale elastomerico co-stampato con un anello di irrigidimento in polipropilene fibrorinforzato. Il processo di bicchieratura prevede la formazione del bicchiere direttamente sul mandrino e sulla guarnizione eliminando le tolleranze, comunemente riscontrate nei prodotti standard, tra la guarnizione e la sua sede e garantendo la stabilità dell’anello.

FITT Sewer EVO si avvale di un sistema di giunzione che garantisce prestazioni superiori quali:

• ottimale tenuta idraulica sia in presenza di pressione negativa, sia in presenza di pressione positiva. Prestazioni di tenuta comprovate dai test condotti da IIP con pressioni superiori a quelle previste dalla normativa di riferimento e in condizioni di stress -deformazione diametrale e deflessione angolare- più gravose rispetto a quanto previsto dalla normativa di riferimento.

• perfetta funzionalità anche in presenza di elevati disassamenti: sino a 3° sul giunto.

Il tubo FITT Sewer EVO semplifica in modo significativo le attività di installazione rispetto al sistema tradizionale, eliminando la posa della guarnizione nel bicchiere, riducendo la forza da imprimere per effettuare l’inserimento e garantendo un esito del collaudo sempre positivo.

APPLICAZIONE E NORMATIVE

FITT Sewer EVOè il tubo per fognatura e scarichi industriali non in pressione a norma UNI EN 1401. La guarnizione Sewer Lock del sistema di giunzione è composta da  un elemento di tenuta a norma UNI EN 681, co-stampato con anello di irrigidimento in polipropilene fibrorinforzato.

GAMMA : Ø 110-800 mm

Catalogo/listino Fitt sewer pipe system

Voce di capitolato

Video Fitt sewer EVO

Tubi in polipropilene a parete compatta per condotte di scarico a norma UNI EN 1852-1

Descrizione SN 16 con manicotto

Tubo a parete compatta in polipropilene ad alta resistenza all’abrasione interna ed ai carichi concentrati, per fognatura e scarichi industriali non in pressione, di colore arancione, per condotte di scarico interrate non in pressione, prodotto in conformità alla norma UNI EN 1852-1, con classe di rigidità pari a SN 16 kN/m2, in barre da 6 m, con giunzione mediante manicotto ad innesto in polipropilene con guarnizioni in EPDM fissate attraverso lo speciale sistema SL Safety Lock che garantisce, anche in caso di deformazione e piegatura, elevata tenuta sia dall’interno che dall’esterno.

La tubazione dovrà essere marchiata sia esternamente che internamente e dovrà permettere anche lavaggi interni al canale ad alta pressione fino a 340 bar.

Descrizione SN 10 FUSION con manicotto elettrosaldabile
Tubo a parete compatta in polipropilene ad alta resistenza all’abrasione interna ed ai carichi concentrati, per fognatura e scarichi industriali non in pressione, di colore arancione, per condotte di scarico interrate non in pressione, prodotto in conformità alla norma UNI EN 1852-1, con classe di rigidità pari a SN 10/m2 in barre da 6 m, con giunzione mediante manicotto elettrosaldabile in polipropilene.

La tubazione dovrà essere marchiata sia esternamente che internamente e dovrà permettere anche lavaggi interni al canale ad alta pressione fino a 340 bar.

 Sistema qualità e certificazioni

  1. a) La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001, rilasciata da enti terzi o società riconosciuti e accreditati;
  2. b) Sull’intera gamma fornita di tubi e raccordi, la ditta produttrice, deve essere in possesso di certificati di conformità prodotto secondo la UNI EN 1852-1 rilasciata da enti terzi riconosciuti e accreditati;
  3. c) Prova di durata superiore a 100 anni attestata dall’Istituto LGA di Norimberga
  4. d) 10 anni di garanzia da parte del produttore.

Modalità di posa in opera e collaudo

  1. a) L’impresa appaltatrice deve installare le condotte oggetto di questo capitolato attenendosi ai requisiti della norma UNI-ENV 1046 e operando con la migliore “regola d’arte”. E secondo quanto previsto nella documentazione tecnica del produttore.

b) L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.

CATALOGO

Tubi in PE o PP a parete strutturata per condotte di scarico a norma UNI-EN 13476

 tubi6Descrizione tubazione in polietilene Classe SN 4 o 8

Tubo strutturato in polietilene ad alta densità coestruso a doppia parete, liscia internamente e corrugata esternamente, per condotte di scarico interrate non in pressione, prodotto in conformità alla norma EN 13476 tipo B, certificato dal marchio IIP rilasciato dall’Istituto Italiano dei Plastici, con classe di rigidità pari SN 4 (o 8) kN/m2, in barre da 6 (o 12) m, con giunzione mediante manicotto in PEAD ad innesto a marchio IIP o barra bicchierata e guarnizione a labbro in EPDM.

Per i diametri dal DN 250 al DN 800 per la serie DN/OD e dal DN 300 al DN 800 per la serie DN/ID si utilizza il sistema “no-loss” composto da una guarnizione che si espande a contatto con l’acqua da posizionarsi nell’incavo tra la seconda e la terza corrugazione. La guarnizione “no-loss” viene montata nella sede opportuna tra le corrugazioni direttamente in stabilimento; viene inoltre opportunamente protetta in modo tale che durante il trasporto il rigonfiamento non si attivi a contatto con l’acqua o l’umidità esterna. In cantiere l’impresa deve unicamente togliere la protezione posta sulla guarnizione “no-loss”, montare la guarnizione in EPDM nell’ultima gola della tubazione e procedere al montaggio del manicotto.

Le tubazioni hanno le seguenti caratteristiche:

Classe di rigidezza circonferenziale SN rilevata su campioni di prodotto secondo EN ISO 9969;

Resistenza all’abrasione verificata in accordo alla norma EN 295-3;

Tenuta idraulica del sistema di giunzione certificata a 0,5 bar in pressione e 0,3 bar in depressione secondo EN 1277;

Marcatura secondo norma contenente: nome commerciale, marchio IIP UNI e riferimento normativo, diametro nominale (DN/OD), classe di rigidità, materiale, tipo profilo, codice d’applicazione d’area, giorno/mese/anno ora/minuti di produzione.

Sistema qualità e certificazioni

  1. a) La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001:2008 (Sistema Qualità Aziendale) e ISO 14001:2004 (certificazione ambientale), rilasciata da enti terzi o società riconosciutI.
  2. b) Sull’intera gamma fornita, la ditta produttrice, deve essere in possesso di certificati di conformità prodotto secondo la UNI-EN 13476 rilasciata da IIP o altri enti terzi riconosciuti e accreditati.

Modalità di posa in opera e collaudo

  1. a) L’impresa appaltatrice deve installare le condotte di questo capitolato attenendosi ai requisiti della norma UNI-ENV 1046 e operando con la migliore “regola d’arte”.
  2. b) L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.

Descrizione tubazione in polipropilene Classe SN 16

Tubo strutturato in polipropilene ad alto modulo elastico, coestruso a doppia parete, liscia internamente e corrugata esternamente, per condotte di scarico interrate non in pressione, prodotto in conformità alla norma EN 13476 tipo B, certificato dal marchio IIP rilasciato dall’Istituto Italiano dei Plastici, con classe di rigidità pari a SN 16 kN/m2, in barre da 6 m, con giunzione mediante manicotto in PEAD ad innesto a marchio IIP o barra bicchierata e guarnizione a labbro in EPDM.

Per i diametri dal DN 250 al DN 800 per la serie DN/OD e dal DN 300 al DN 800 per la serie DN/ID si utilizza il sistema “no-loss” composto da una guarnizione che si espande a contatto con l’acqua da posizionarsi nell’incavo tra la seconda e la terza corrugazione. La guarnizione “no-loss” viene montata nella sede opportuna tra le corrugazioni direttamente in stabilimento; viene inoltre opportunamente protetta in modo tale che durante il trasporto il rigonfiamento non si attivi a contatto con l’acqua o l’umidità esterna. In cantiere l’impresa deve unicamente togliere la protezione posta sulla guarnizione “no-loss”, montare la guarnizione in EPDM nell’ultima gola della tubazione e procedere al montaggio del manicotto.

Le tubazioni hanno le seguenti caratteristiche:

Classe di rigidezza circonferenziale SN rilevata su campioni di prodotto secondo EN ISO 9969;

Resistenza all’abrasione verificata in accordo alla norma EN 295-3;

Tenuta idraulica del sistema di giunzione certificata a 0,5 bar in pressione e 0,3 bar in depressione secondo EN 1277;

Marcatura secondo norma contenente: nome commerciale, marchio IIP UNI e riferimento normativo, diametro nominale (DN/OD), classe di rigidità, materiale, tipo profilo, codice d’applicazione d’area, giorno/mese/anno ora/minuti di produzione.

Sistema qualità e certificazioni

  1. a) La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001:2008 (Sistema Qualità Aziendale) e ISO 14001:2004 (certificazione ambientale), rilasciata da enti terzi o società riconosciuti.
  2. b) Sull’intera gamma fornita, la ditta produttrice, deve essere in possesso di certificati di conformità prodotto secondo la UNI-EN 13476 rilasciata da IIP o altri enti terzi riconosciuti e accreditati.

Modalità di posa in opera e collaudo

  1. a) L’impresa appaltatrice deve installare le condotte oggetto di questo capitolato attenendosi ai requisiti della norma UNI-ENV 1046 e operando con la migliore “regola d’arte”.

b) L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.

Tubazioni e raccordi in ghisa sferoidale per fognatura a norma UNI-EN 598

tubi-in-ghisa

Descrizione

Le tubazioni ghisa sferoidale sono prodotte in conformità alla norma UNI EN 598. La norma specifica le prescrizioni e i relativi metodi di prova applicabili ai tubi, raccordi ed accessori di ghisa sferoidale e relativi assemblaggi, destinati alla costruzione di allacciamenti fognari e fognature all’esterno degli edifici: – funzionanti senza pressione, oppure con pressione positiva o negativa; – installati sottoterra o al di sopra del suolo; – per il trasporto di acque superficiali, di acque di rifiuto domestiche e di alcuni tipi di effluenti industriali, sia in sistemi separati che in sistemi misti.

Le tubazioni hanno un sistema di giunzione elastica automatica maschio/femmina, il giunto permette deviazioni angolari e spostamenti longitudinali del tubo senza compromettere la tenuta, e sono di tipo AJ (soluzione base, conforme alla norma UNI 9163) o TJ (conforme alla norma DIN 28603). Le guarnizioni sono in elastomero NBR conforme alla norma UNI EN 681.

Rivestimento interno

Il rivestimento interno è realizzato con malta di cemento alluminoso secondo le norme UNI EN 598 ed ISO 4179.

Rivestimento esterno

Il rivestimento esterno è realizzato con 200 g/m2 di zinco o 400 g/m2 di lega di zinco-alluminio (85Zn-15-Al) applicati per metallizzazione con finitura di vernice sintetica rosso mattone secondo la norma UNI EN 598. Il rivestimento dell’estremo liscio e dell’interno bicchiere sono in vernice epossidica rosso mattone secondo UNI EN 598 ed ISO 7186.

Il tubo in ghisa sferoidale con rivestimento esterno standard (Zinco 200g/m2) può essere interrato con tutti i tipi di terreno, eccetto:

Suoli con una bassa resistività, inferiore ai 1500 Ω*cm quando posato al di sopra del livello della falda, o inferiore ai 2500 Ω*cm quando posato al di sotto del livello della falda:

Suoli misti, comprendenti due o più tipi di suoli

Suoli con un pH inferiore a 6 ed un forte effetto tampone acido

Suoli contenenti rifiuti, ceneri, scorie, o contaminati da prodotti di scarto o da effluenti organici o industriali

In questi terreni, anche in presenza di correnti vaganti, è raccomandato l’impiego di altri tipi di rivestimenti esterni per suoli di più elevata aggressività, secondo UNI EN 598.

Il tubo in ghisa sferoidale con rivestimento esterno rinforzato (lega Zn-Al 400 g/m2) può essere interrato con tutti i tipi di terreno, eccetto:

Suoli torbosi acidi

Suoli contenenti rifiuti, ceneri, scorie, o inquinanti da scarti o effluenti industriali

Suoli situati al di sotto del livello della falda marina con resistività inferiore a 500 Ω*cm

Rivestimenti speciali

Per applicazioni particolari si possono utilizzare i tubi in ghisa sferoidale con speciali rivestimenti esterni ed interni come ad esempio il poliuretano che viene applicato in conformità alla norma EN 15655/EN 15189, per maggiori informazioni vi preghiamo di consultarci.

Lunghezza

Normalmente 5,5m o 6m

Campi di impiego

I tubi in ghisa a norma UNI EN 598 sono adatti a convogliare tutti i tipi di acque superficiali, effluenti domestici ed alcuni tipi di effluenti industriali a condizione che non presentino valori di pH inferiori a 4 o superiori a 12.

Classi di pressione

Classe di pressione secondo UNI EN 598

Gamma

da DN 100 mm a 1600 mm

Colore

Rosso mattone

Raccordi

I raccordi in ghisa sferoidale per fognatura sono prodotti in conformità alla norma UNI EN 598 ed ISO 7186 ed hanno le estremità a bicchiere per giunzioni elastico automatico TJ in conformità alla norma DIN 28603 oppure a flangia fissa o mobile con forature secondo la norma UNI EN 1092-2. Le guarnizioni in elastomero NBR sono a norma UNI EN 681/1.

Il rivestimento esterno ed interno dei raccordi è costituito da uno strato di vernice epossidica blu con uno spessore minimo di 250 micron in conformità alla norma EN 14901.

Modalità di posa in opera e collaudo

Si consiglia di eseguire l’installazione secondo le istruzioni contenute nelle pubblicazioni della ditta produttrice.

Sistema qualità e certificazioni

  1. a) La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001 rilasciata da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.
  2. b) Sull’intera gamma fornita, la ditta produttrice, deve essere in possesso di certificati di conformità prodotto completi di prove di tipo secondo le norme UNI EN 598 e ISO 7186 rilasciato da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.

Voce di capitolato

Fornitura e posa in opera di tubi e raccordi in ghisa sferoidale destinati alla costruzione di  fognature e scarichi industriali, conformi alla norma UNI EN 598.

Le tubazioni dovranno avere giunto tipo giunto AJ conforme alla norma UNI 9163 oppure TJ conforme alla norma DIN 28603 con guarnizione in elastomero NBR conforme alla norma EN 681-1. Il Rivestimento interno dovrà essere realizzato con malta di cemento alluminoso in conformità alle norme UNI EN 598 ed ISO 4179 mentre il rivestimento esterno dovrà essere realizzato con 400 g/m2 di lega di zinco-alluminio (85 Zn-15 Al) applicata per metallizzazione con finitura di vernice sintetica rosso mattone secondo UNI EN 598. I tubi ed i raccordi dovranno essere prodotti da aziende operanti in regime di Sistema Qualità Aziendale conforme alla norma UNI EN ISO 9001 rilasciata da enti terzi o società riconosciuti e accreditati. L’intera fornitura dovrà essere supportata da idoneo certificato di conformità prodotto rilasciato da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.

Tubazioni e raccordi in Gres per fognatura a norma UNI-EN 295

gres

Descrizione

I tubi ed i pezzi speciali in gres sono conformi alle norme UNI EN 295 “Tubi ed elementi complementari di gres e relativi sistemi di giunzione destinati alla Realizzazione di impianti di raccolta e smaltimento liquami”.

 Aspetto esterno

Tubi verniciati internamente ed esternamente ad eccezione del bicchiere di giunzione e della punta delle canne, tramite immersione in bagno di apposita vernice in grado di conferire al tubo aspetto lucido o smalto.

 Materiale

Impasti omogenei di argille e chamotte dosate in quantità proporzionali e sottoposte ad un controllo di qualità, vengono introdotte nei mescolatori per ottenere un impasto omogeneo. L’impasto passa ai reparti di estrusione dove i tubi ed altri manufatti vengono formati. I tubi una volta essiccati vengono poi immersi in una vernice che dà al tubo il caratteristico colore del gres per poi essere nuovamente ricotti fino allo stato di greificazione del prodotto ceramico.

 Campi di utilizzo

Per condotte di scarico civili, industriali, agricole.

 Posa in opera

Si consiglia di eseguire l’installazione secondo le istruzioni contenute nelle pubblicazioni della ditta produttrice.

Sistema di giunzione

I sistemi di giunzione utilizzati sono, secondo la determina della norma UNI EN 295, il sistema C che consiste in una doppia giunzione in resina poliuretanica colata all’interno del bicchiere e sulla punta del tubo ed il sistema F che consiste in un anello di gomma incollato all’interno del bicchiere.

Il sistema C è disponibile per l’intera gamma produttiva, sia di tubi che di raccordi, mentre il sistema F viene utilizzato solo per tubi e raccordi fino al diametro 200mm compreso ed è impiegato prevalentemente negli impianti di allacciamento alle reti fognarie.

Il gres ceramico verniciato munito di giunzione elastica in poliuretano conforme alla norma UNI EN 295 rappresenta la soluzione più avanzata e moderna per la corretta progettazione ed esecuzione delle reti fognarie.

Sistema qualità e certificazioni

a) La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001 rilasciata da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.

b) Sull’intera gamma fornita, la ditta produttrice, deve essere in possesso di certificati di conformità prodotto completi di prove di tipo secondo le norme UNI EN 295 rilasciato da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.

Pozzetti d'ispezione in polipropilene stampato a norma UNI EN 13598-2 DN 800 / 1000

Descrizione

Pozzetto di ispezione conforme alla norma UNI EN 13958-2 con diametro interno nominale 1000 mm, prodotta in polipropilene per stampaggio ad iniezione in materiale vergine al 100% (non riciclato) senza additivi espansi e composta da elementi componibili in cantiere: base, anello di prolunga, riduzione tronco-conica a passo d’uomo DN 625 (DIN 4034). Il collegamento tra elementi tramite guarnizione elastomerica a labbro in EPDM, capace di tenuta idraulica fino a ± 0,5 Bar. Sistema di bloccaggio anti-galleggiamento fino al livello di -5,0 m.

 

Base

Base prodotta per stampaggio ad iniezione in Polipropilene. Realizzata con superficie di appoggio piana anti-deformazione e base interna piana antiscivolo, dotata di pareti con anelli di rinforzo orizzontali con funzione di bloccaggio nel terreno. La base presenta innesti in ingresso ed uscita con estremità lisce idonee sia per la giunzione con manicotto ed anello di gomma sia per la giunzione con manicotto elettrosaldabile. Pressione massima ammissibile in falda acquifera 5,0 m secondo UNI EN 13598-2.

Anello di prolunga

Elemento intermedio di prolunga realizzato per stampaggio ad iniezione in polipropilene. Presenta pareti strutturate con anelli esterni di rinforzo con funzione di bloccaggio nel terreno. A richiesta scala interna in Polipropilene con gradini resistenti alla corrosione (larghezza 350mm).

 Riduzione tronco conica

Riduzione a passo d’uomo DN 625 (DIN 4034) realizzata per stampaggio ad iniezione in Polipropilene. Presenta guide di sezionamento centimetriche per 250 mm sul colletto. A richiesta scala interna in Polipropilene con gradini  resistenti alla corrosione (larghezza 350mm).

Modalità di posa in opera

L’impresa appaltatrice deve installare i pozzetti attenendosi alla specifica tecnica della casa produttrice, ai requisiti della norma ENV 1046 ed operare “a regola d’arte” sotto la diretta sorveglianza della Direzione Lavori che, assumendosene la piena responsabilità, può decidere, secondo i casi, la modalità di posa in opera.

L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.

L’installazione in aree soggette a carichi pesanti dovrà prevedere l’uso di un anello di ripartizione in calcestruzzo.

Sistema qualità e certificazioni

  • La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001:2008 (Sistema Qualità Aziendale) rilasciata da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.
  • Sull’intera gamma dei pozzetti forniti, la ditta produttrice, deve essere in possesso di certificati di conformità prodotto secondo la UNI EN 13598-2 rilasciata da enti terzi riconosciuti e accreditati.
  • Prova di durata superiore a 100 anni attestata dall’Istituto LGA di Norimberga (DN 1000).
  • 10 anni di garanzia da parte del produttore (DN 1000).

Pozzetti di ispezione in polipropilene stampato a norma UNI EN 13598-2 DN 600

Descrizione

Pozzetto di ispezione conforme alla norma UNI EN 13958-2 con diametro interno nominale 600 mm, prodotta in polipropilene per stampaggio ad iniezione in materiale vergine al 100% (non riciclato) senza additivi espansi e composta da elementi componibili in cantiere: base, tubo di prolunga.

Il collegamento tra elementi viene fatto tramite guarnizione elastomerica a labbro in EPDM, capace di tenuta idraulica fino a 0,5 Bar.

Profondità massima di installazione 5 metri .

Base

Base prodotta per stampaggio ad iniezione in Polipropilene. Realizzata con superficie di appoggio piana anti-deformazione e base interna piana antiscivolo, dotata di pareti con anelli di rinforzo orizzontali con funzione di bloccaggio nel terreno. La base presenta innesti in ingresso ed uscita con estremità lisce idonee sia per la giunzione con manicotto ed anello di gomma sia per la giunzione con manicotto elettrosaldabile.

Pressione massima ammissibile in falda acquifera 5,0 m secondo UNI EN 13598-2.

Anello di Prolunga

L’anello di prolunga intermedio deve essere realizzato utilizzando un tubo corrugato in polipropilene.

Modalità di posa in opera

L’impresa appaltatrice deve installare i pozzetti attenendosi alla specifica tecnica della casa produttrice, ai requisiti della norma ENV 1046 ed operare “a regola d’arte” sotto la diretta sorveglianza della Direzione Lavori che, assumendosene la piena responsabilità, può decidere, secondo i casi, la modalità di posa in opera.

L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.

L’installazione in aree soggette a carichi pesanti dovrà prevedere l’uso di un anello di ripartizione in calcestruzzo.

Sistema qualità e certificazioni

La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001 rilasciata da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.

Sull’intera gamma dei pozzetti forniti, la ditta produttrice, deve essere in possesso di certificati di conformità prodotto secondo la EN 13598-2 ed EN 476 rilasciata da enti terzi riconosciuti e accreditati.

Pozzetti di ispezione in polipropilene stampato a norma UNI EN 13598-1 DN 400

Descrizione

Pozzetto in polipropilene (PP) ottenuto tramite stampaggio ad iniezione, con diametro DN 315 o 400 a norma UNI EN 13598-1, EN 476 e UNI EN 14802; il pozzetto ha sezione circolare, con fondo sagomato a canaletta, con superficie di appoggio anti-deformazione, dotata di pareti con anelli di rinforzo orizzontali con funzione di bloccaggio nel terreno, ed innesti maschio/femmina per tubi in PVC diam. 160 o 200mm; la tenuta idraulica del sistema viene garantita da guarnizioni in gomma (EPDM).

 

Il pozzetto può essere passante oppure può avere due derivazioni laterali: una a destra a 45˚ e una a sinistra a 45˚.

Il pozzetto ha nella parte superiore un bicchiere in grado di ricevere un elemento di prolunga di altezza necessaria a raggiungere la quota del piano di calpestio. Gli elementi di prolunga possono essere ricavati da tubi in PVC liscio Ø 400 oppure in polietilene corrugato diam. Ø 400. La tenuta idraulica fra pozzetto e prolunga viene garantita da guarnizioni in gomma (EPDM). Il pozzetto garantisce la completa tenuta idraulica anche in presenza di falda acquifera ed è idoneo a contenere la spinta ascensionale dell’acqua e la spinta del terreno.

Profondità massima di installazione 3 metri. Tenuta idraulica garantita fino a 0,5 bar .

Allo scopo di distribuirne i carichi verticali del traffico su un ampia superficie di terreno, evitando la concentrazione di forze deformanti sul pozzetto, deve essere prevista una piastra rigida detta “piastra di ripartizione” opportunamente dimensionata per essere posata esternamente alla sommità dei pozzetti.

La piastra di ripartizione (prefabbricata o gettata in opera)  deve essere posata in modo tale che il tubo di prolunga sia inserito nella piastra di ripartizione per metà dell’altezza di quest’ultima; anche in caso di assestamento del terreno il carico del traffico non graverà mai direttamente sul pozzetto.

Sopra la piastra di ripartizione sarà posizionato un chiusino in ghisa sferoidale conforme alla normativa UNI EN 124 e della classe appropriata.

Modalità di posa in opera

L’impresa appaltatrice deve installare i pozzetti attenendosi alla specifica tecnica della casa produttrice, ai requisiti della norma ENV 1046 ed operare “a regola d’arte” sotto la diretta sorveglianza della Direzione Lavori che, assumendosene la piena responsabilità, può decidere, secondo i casi, la modalità di posa in opera.

L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.

L’installazione in aree soggette a carichi pesanti dovrà prevedere l’uso di un anello di ripartizione in calcestruzzo.

Sistema qualità e certificazioni

La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001 rilasciata da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.

Sull’intera gamma dei pozzetti forniti, la ditta produttrice, deve essere in possesso di certificati di conformità prodotto secondo la UNI EN 476 rilasciata da enti terzi riconosciuti e accreditati.

Pozzetti di ispezione in pe a passo d’uomo DN 1000/1200

pozzetto1

Descrizione

Fornitura e posa in opera di pozzetto in polietilene costituito da una base stampata in PEMD a sezione circolare, ottenuta tramite procedimento di stampaggio rotazionale, canalizzata internamente, avente diametro ……………….. (1000/1200 mm) ed altezza ……………..(540 o 640 mm), con tre ingressi, di cui due a 60°, ed una uscita, predisposti per l’innesto di tubi corrugati in PEAD DN ……………. (DN/OD 250-315-400-500 – DN/ID 300-400), mediante guarnizione o mezzo manicotto saldato atto a garantire la tenuta idraulica del sistema.

La base dovrà avere nella parte superiore una predisposizione tronco conica in grado di ricevere un elemento di prolunga inserito ad innesto e costituito da un tronco di tubo corrugato in PEAD DN ……………. (1000-1200 mm) della lunghezza di ………………… mm ed avente classe di rigidità non inferiore a 4 kN/m2. La parte terminale del pozzetto 1000/1200 mm sarà realizzata con un elemento riduttore conico in PEMD, ottenuto tramite stampaggio rotazionale ed innesto sull’elemento di prolunga, del diametro di 1000/1200 mm atto a rastremare il pozzetto fino al DN 600 mm per il passo d’uomo; il riduttore conico dovrà essere accorciabile fino a 200 mm.

Il pozzetto dovrà essere a completa tenuta idraulica anche in presenza di falda acquifera ed idoneo a contenere la spinta ascensionale dell’acqua e la spinta del terreno.

Sistema qualità e certificazioni

  1. a) La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001 e ISO 14001, rilasciata da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.

Modalità di posa in opera

L’impresa appaltatrice deve installare i pozzetti attenendosi alla specifica tecnica della casa produttrice, ai requisiti della norma ENV 1046 ed operare “a regola d’arte” sotto la diretta sorveglianza della Direzione Lavori che, assumendosene la piena responsabilità, può decidere, secondo i casi, la modalità di posa in opera.

L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.

L’installazione in aree soggette a carichi pesanti dovrà prevedere l’uso di un anello di ripartizione in calcestruzzo.

Pozzetto in Polietilene DN 630/800 a normativa UNI-EN 13598-1

pozzetto1

Descrizione

Fornitura e posa in opera di pozzetto in polietilene costituito da una base stampata in PEMD a sezione circolare, ottenuta tramite procedimento di stampaggio rotazionale prodotto in conformità alla norma UNI EN 13598-1:2006, certificato dal marchio IIP UNI rilasciato dall’Istituto Italiano dei Plastici.
Il pozzetto, canalizzato internamente e di altezza pari a 540 mm (DN 630) o 640 mm (DN 800), presenta tre ingressi diaframmabili, di cui due a 60°, ed una uscita, predisposti per l’innesto di tubi corrugati in PEAD DN ……………. (DN/OD 160-200-250-315 mm – DN/ID 300)……………,

mediante guarnizione o manicotto saldato atto a garantire la tenuta idraulica del sistema. Nel caso di altre tipologie di tubazioni, verranno saldati in ingresso ed uscita tronchetti in PEAD per il collegamento con tubazioni lisce in PVC o PEAD. La base dovrà avere nella parte superiore una predisposizione tronco conica in grado di ricevere un elemento di prolunga inserito ad innesto e costituito da un tronco di tubo corrugato in PEAD DN ……………. (630-800 mm) della lunghezza di ………………… mm ed avente classe di rigidità non inferiore a 4 kN/m2.

Il pozzetto dovrà essere a completa tenuta idraulica anche in presenza di falda acquifera ed idoneo a contenere la spinta ascensionale dell’acqua e la spinta del terreno.

Sistema qualità e certificazioni

  1. La ditta produttrice deve essere in possesso di certificati di conformità alla norma ISO 9001 e ISO 14001, rilasciata da enti terzi o società riconosciuti e accreditati.
  2. Sull’intera gamma fornita, la ditta produttrice, deve essere in possesso di certificati di conformità prodotto secondo la UNI-EN 13598 rilasciata da IIP o altri enti terzi riconosciuti e accreditati.

Modalità di posa in opera

L’impresa appaltatrice deve installare i pozzetti attenendosi alla specifica tecnica della casa produttrice, ai requisiti della norma ENV 1046 ed operare “a regola d’arte” sotto la diretta sorveglianza della Direzione Lavori che, assumendosene la piena responsabilità, può decidere, secondo i casi, la modalità di posa in opera.

L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.

L’installazione in aree soggette a carichi pesanti dovrà prevedere l’uso di un anello di ripartizione in calcestruzzo.

Pozzetto in polietilene a norma UNI EN 13598-1 DN/ID 400

Descrizione pozzetto in polietilene

Pozzetto a tre ingressi ed una uscita in polietilene (PEMD) a sezione circolare ottenuto tramite stampaggio rotazionale, con diametro DN/ID 400mm conforme alla norma UNI EN 13598-1 e certificato dal marchio “PIIP”, con fondo sagomato a canaletta e predisposto per l’innesto di tubi corrugati in PEAD o tubi in PVC del diametro 110, 160 o 200 mediante specifiche guarnizioni atte ad impedire lo sfilamento dei tubi ed a garantire la tenuta idraulica del sistema.

Il pozzetto ha nella parte superiore un bicchiere in grado di ricevere un elemento di prolunga di altezza necessaria a raggiungere la quota del piano di calpestio. Gli elementi di prolunga possono essere ricavati da tubi in polietilene corrugato diam. 465 avente classe di rigidità non inferiore a 4 kN/m2. La tenuta idraulica fra pozzetto e prolunga viene garantita da una guarnizione in gomma. Il pozzetto garantisce la completa tenuta idraulica anche in presenza di falda acquifera ed è  idoneo a contenere la spinta ascensionale dell’acqua e la spinta del terreno.

Allo scopo di distribuirne i carichi verticali del traffico su un ampia superficie di terreno, evitando la concentrazione di forze deformanti sul pozzetto, deve essere prevista una soletta rigida detta “piastra di ripartizione” opportunamente dimensionata per essere posata esternamente alla sommità dei pozzetti.

La piastra di ripartizione (prefabbricata o gettata in opera) deve essere posata in modo tale che il tubo di prolunga sia inserito nella piastra di ripartizione per metà dell’altezza di quest’ultima; anche in caso di assestamento del terreno il carico del traffico non graverà mai direttamente sul pozzetto.

Sopra la soletta di ripartizione sarà posizionato un chiusino in ghisa sferoidale a norma Uni EN 124 e della  classe appropriata.

Modalità di posa in opera

L’impresa appaltatrice deve installare i pozzetti attenendosi alla specifica tecnica della casa produttrice, ai requisiti della norma ENV 1046 ed operare “a regola d’arte” sotto la diretta sorveglianza della Direzione Lavori che, assumendosene la piena responsabilità, può decidere, secondo i casi, la modalità di posa in opera.

L’impresa appaltatrice deve collaudare la condotta in cantiere, sotto la supervisione della Direzione Lavori, in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.

L’installazione in aree soggette a carichi pesanti dovrà prevedere l’uso di un anello di ripartizione in calcestruzzo.

Soluzione con Caditoia

Completo di caditoia per la raccolta di acque superficiali tipo EKO in ghisa sferoidale secondo norma EN 1563 500-7, con resistenza conforme alla norma UNI EN 124 classe C250, prodotta in stabilimenti ufficialmente certificati ISO 9001 con le seguenti caratteristiche:

telaio a sagoma quadrata di dimensioni esterne 500 x 500 mm, con profilo a T ;

griglia dotata di feritoie con sistema di sicurezza per biciclette, superficie antisdrucciolo recante la marcatura EN 124 ed il marchio dell’Ente di Certificazione;

cerniera tra griglia e telaio ottenuta per fusione con possibilità di estrazione della griglia stessa;

telaio e griglia dovranno avere due angoli smussati con appoggi conici verticali per ridurre il basculamento;

rivestimento con vernice bituminosa;

piastra di ripartizione carico in cls.

Nella parte superiore del pozzetto potrà essere inserito un inserto cilindrico in polietilene atto a permettere la sifonatura all’interno del pozzetto.

Soluzione con Chiusino d’ispezione

Completo di chiusino d’ispezione tipo EKO 250, a coperchio e telaio quadrati, a tenuta idraulica inodore, in ghisa sferoidale secondo norma EN 1563 500-7, con resistenza conforme alla norma UNI EN 124 classe C250, prodotto in stabilimenti ufficialmente certificati ISO 9001:2008 con le seguenti caratteristiche:

telaio quadrato di dimensioni esterne 500 x 500 mm, con profilo continuo forma a U per ottenere la tenuta idraulica antiodore, dotato di innesto circolare telescopico con guarnizione toroidale;

coperchio con incavo e barretta per facilitarne il sollevamento, superficie con rilievo antisdrucciolo recante la marcatura EN 124 ed il marchio dell’Ente di Certificazione europeo;

telaio e coperchio dovranno avere due angoli smussati con appoggi conici verticali per ridurre il basculamento;

rivestimento con vernice bituminosa;

piastra di ripartizione carico in cls.

Paratoia di intercettazione e regolazione di acque reflue

Voce di capitolato

Paratoia compatta, struttura autoportante, preassemblata e pronta all’uso;

Tenuta su 4 lati, per installazione a parete con tasselli;

Tenuta: max. 1% (spinta anteriore) e max. 5% (spinta posteriore) del tasso di perdita ammissibile in accordo alla DIN 19569 Parte 4;

 

Con albero non saliente e boccole integrate;

Scorrimento della lama esente da vibrazioni che consente l’utilizzo in posizioni intermedie;

Sistema di scorrimento tra lama e telaio;

Guide antivibrazione lungo tutta la corsa utile dello scudo; utilizzabile anche in posizioni intermedie;

Guarnizione incamerata integrata, precompressa, in EPDM resistente alle acque reflue e ai raggi UV;

Guarnizione tra telaio e parete montata sul telaio e pronta all’installazione.

Tenuta sulla parete in gomma microcellulare resistente alle acque reflue, già montata e pronta all’uso;

Struttura saldata robusta – componenti in acciaio inox decapato e passivato;

Telaio e lama in acciaio inox 1.4301 (disponibile anche 1.4571)

Albero autopulente in acciaio inox 1.4057, a filettatura trapezoidale;

Madrevite flessibile in bronzo privo di zinco resistente alle acque reflue e di mare;

Pressione lato frontale e posteriore:

150×150,200×200                  10mWS

300×300                                    8 mWS

400×400….800×800              6 mWS

900×900,1000×1000             4 mWS

Test idraulici in accordo alla DIN EN 10204, 2.1 con indicazione del grado di perdita.

Norme di riferimento

DIN 19569, Parte 4

DIN EN 10204, Parte 2.1

Marcatura e rintracciabilità

Le valvole devono riportare:

pressione di esercizio;

Diametro Nominale;

nome o logo del produttore;

numero di lotto di produzione.

Documentazione richiesta

A seguito della fornitura dovrà essere allegata la seguente documentazione:

Certificazione della Qualità Aziendale secondo quanto prescritto dalle Norme ISO 9001:2008, rilasciata da istituto autorizzato;

L’offerta deve essere necessariamente corredata dalla documentazione e relazione tecnica degli articoli offerti con la quale il fornitore risponde punto a punto alle specifiche descritte.

Valvole a ghigliottina per intercettazione di acque reflue

Rivestimento epossidico interno ed esterno in accordo alla regolamentazione GSK “alta resistenza alla corrosione” DIN 30 677-2, spessore >250 µm, colore: RAL 5005 blu

Voce di capitolato

Valvola a ghigliottina adatta al montaggio tra flange e a fine tubazione, tenuta in entrambi i sensi di flusso, installazione possibile in qualsiasi posizione, dimensioni flange in accordo alle UNI EN 1092-2 (PN10), passaggio libero senza angoli di ristagno d‘acqua, scartamenti in accordo alle UNI

EN 558-1 serie 20,  parti del corpo, supporto di protezione e piastra superiore in ghisa EN-GJL-250 (GG25), lama in acciaio inox 1.4301, guarnizione a U della piastra superiore e tenuta laterale in NBR, piastre di protezione in acciaio inox 1.4301; bulloneria in acciaio inossidabile A2 (DIN EN ISO 3506), albero in acciaio inox 1.4022, madrevite in ottone;  protezione interna ed esterna mediante verniciatura epossidica  RAL5005 minimo 250 micron in accordo alla regolamentazione GSK “alta resistenza alla corrosione” DIN 30 677-2.

Norme di riferimento

UNI EN 558:2008 Valvole industriali – Scartamenti delle valvole metalliche impiegate su tubazioni flangiate – Valvole designate per PN e per classe;

UNI EN 1092-2:1999 Flange e loro giunzioni – Flange circolari per tubazioni, valvole, raccordi e accessori designate mediante PN -Flange di ghisa;

RAL-GZ 662 Regolamento del consorzio GSK relativo al rivestimento e protezione dalla corrosione.

Test idraulici in accordo alla EN12266-1.

Marcatura e rintracciabilità

Le valvole devono riportare:

tipo di ghisa utilizzata per corpo;

pressione di esercizio;

Diametro Nominale;

nome o logo del produttore;

numero di lotto di produzione.

Documentazione richiesta

A seguito della fornitura dovrà essere allegata la seguente documentazione:

Certificazione della Qualità Aziendale secondo quanto prescritto dalle Norme ISO 9001:2008, rilasciata da istituto autorizzato;

Certificazione RAL relativa alla conformità del rivestimento al regolamento DIN 30 677-2 rilasciata dal GSK;

L’offerta deve essere necessariamente corredata dalla documentazione e relazione tecnica degli articoli offerti con la quale il fornitore risponde punto a punto alle specifiche descritte.

Sistemi e soluzioni per il trattamento dei reflui civili ed industriali

degrassatore-domo

Degrassatore

Applicazioni
I degrassatori vengono utilizzati come pre-trattamento delle acque grigie di origine civile (provenienti da cucine, lavatrici, lavabi, docce, ecc.), prima del recapito in pubblica fognatura o a monte di un idoneo impianto di depurazione (a fanghi attivi, di sub-irrigazione, a filtro percolatore, ecc.).

La separazione dei grassi è un processo fisico di rimozione di tutte le sostanze che hanno peso specifico inferiore a quello del refluo, tipiche di scarichi provenienti da cucine, ristoranti o mense. L’abbattimento dei grassi risulta necessario perché possono indurre gravi inconvenienti in diverse fasi di trattamento successive, come il processo

biologico di tipo aerobico, la digestione anaerobica, la sedimentazione o il sollevamento. Questi manufatti possono essere seguiti da trattamenti che consentono di migliorare l’efficienza depurativa complessiva, in funzione delle caratteristiche dello scarico e del tipo di recapito finale.

Riferimenti normativi

  • Decreto legislativo n.° 152 del 22/04/06
  • Norma DIN 4040
  • Delibera n.° 1053/03 Reg. Emilia Romagna
  • Normativa UNI EN 1825/03

Descrizione

Pozzetto degrassatore in polietilene da interro “DEG..” tipo Starplast a forma doppia vasca sifonata, a spessore costante delle pareti e struttura irrigidita da nervature verticali ed orizzontali.

Sulla parte superiore del pozzetto dovranno esserci 2 tappi con chiusura a baionetta  di cui uno almeno del Ø 400 per operazione di pulizia e per ispezione effluente finale.

Il degrassatore dovrà essere realizzato secondo quanto previsto dalla UNI EN 1825/1 a marcatura CE e certificazione DOP, adatto al trattamento primario delle acque bionde e grigie provenienti da civili abitazioni o scarichi assimilabili, idoneo allo scarico in pubblica fognatura o al trattamento successivo.

Scelta del prodotto

Il degrassatore può essere scelto in funzione di vari parametri: il numero dei coperti, il numero di posti a sedere, in base al parametro abitante equivalente.

Qualora non siano note le portate dei reflui o il numero dei coperti sarà comunque possibile riferirsi al parametro A.E.. che come da indicazioni Arpa è di 50 lt .

Volumetrie minori sono possibili in relazione al tipo di utilizzo.

IMH10C

Imhoff

Applicazioni

Le fosse biologiche di tipo Imhoff vengono comunemente utilizzate come pre-trattamento delle acque nere di origine civile (provenienti dai W.C.), prima del recapito in pubblica fognatura o a monte di un idoneo impianto di depurazione (di sub-irrigazione, a filtro percolatore, ecc.). Nelle biologiche Imhoff sono nettamente distinti due comparti: uno superiore di sedimentazione e uno inferiore di accumulo e digestione anaerobica dei fanghi sedimentati. I solidi sospesi sedimentabili, bloccati nel comparto di sedimentazione, precipitano, attraverso il passaggio di comunicazione tra le due zone, nel sottostante comparto di accumulo e di digestione, dove le sostanze organiche subiscono una fermentazione anaerobica, con conseguente stabilizzazione dei fanghi prodotti. Questi manufatti possono essere seguiti da trattamenti che consentono di migliorare l’efficienza depurativa complessiva, in funzione delle caratteristiche dello scarico e del tipo di recapito finale.

Riferimenti normativi

  • Direttiva CEE n.° 91/ 271 del 21/05/91
  • Decreto legislativo n.° 152 del 22/04/06
  • Delibera del 4/02/77

Descrizione

Fossa imhoff in polietilene da interro “IMF..” tipo Starplast a forma cilindrica verticale, a spessore costante delle pareti e struttura irrigidita da nervature verticali ed orizzontali.

All’interno alloggerà il cono sedimentatore con inclinazione adeguata e passaggio di comunicazione idraulica al vano di digestione. Il coperchio superiore della fossa realizzato a doppia parte, per maggiore resistenza al carico del terreno, sarà munito di n. 2 tappi con chiusura a baionetta di cui uno almeno del Ø 400 per operazione di pulizia dei due comparti e ispezione effluente finale.

La fossa imhoff dimensionata secondo le norme UNI EN 12566-1 a marcatura CE e certificazione DOP, dovrà essere adatta al trattamento primario delle acque nere provenienti da civili abitazioni o assimilabili, idonea allo scarico in pubblica fognatura o al trattamento successivo.

La fossa imhoff mod. … .. avrà le seguenti dimensioni Ø … x h …. volume totale lt. …. potenzialità A.E

Scelta del prodotto

Le fosse settiche di tipo Imhoff devono essere scelte in base al parametro A.E., abitante equivalente. Le fosse settiche di tipo Imhoff sono installabili su tutto il territorio Italiano, salvo particolari provvedimenti restrittivi da parte dell’Autorità Competente. La scelta di volumetrie maggiori non compromette il funzionamento della fossa ma beneficia l’utente che dovrà ricorrere con minore frequenza all’autospurgo, riducendo i costi di manutenzione. La delibera Ministeriale LL.PP del 4 Febbraio 1977 fornisce le indicazioni dimensionali delle fosse settiche: in particolare per le Imhoff prevede dei volumi di sedimentazione compresi tra 40 e 50 litri per utente e complessivamente non inferiori a 250/300 litri; il volume della digestione deve essere dimensionato per 100/120 lt per utente, o in caso di una sola estrazione all’anno deve essere di 180/200 litri.

Fosse Settiche

Applicazioni

Le fosse settiche vengono utilizzate come pre-trattamento delle acque nere e grigie di origine civile, prima del recapito in pubblica fognatura o a monte di un idoneo impianto di depurazione (a fanghi attivi, di subirrigazione, a filtro percolatore, ecc.); nel caso di utenze civili, vengono comunemente impiegate laddove non vi sia la separazione dello scarico delle acque grigie (provenienti da cucine, lavanderie, docce, ecc.) da quello delle acque nere (provenienti dai W.C.). Le fosse settiche sono vasche di decantazione nelle quali si realizzano condizioni di quiete per cui, per gravità, avviene contemporaneamente la separazione dei solidi più pesanti, che si depositano sul fondo del materiale più leggero (olii, grassi e solidi a bassa densità, che forma uno strato galleggiante) e sono in grado di avviare la fermentazione anaerobica. È possibile anche la realizzazione su due o tre camere separate, che migliora notevolmente l’efficienza depurativa e le caratteristiche idrauliche del manufatto. Questi manufatti possono essere seguiti da trattamenti che consentono di aumentare la resa depurativa complessiva, in funzione delle caratteristiche dello scarico e del tipo di recapito finale.

Riferimenti normativi

  • Direttiva CEE n.° 91/ 271 del 21/05/91
  • Decreto legislativo n.° 152 del 22/04/06
  • Delibera del 04/02/1977
  • Regolamenti Edilizi Comunali

Descrizione

Fossa settica monocamerale/bicamerale/tricamerale in polietilene da interro “SET..” tipo Starplast a forma cilindrica verticale, a spessore costante delle pareti e struttura irrigidita da nervature verticali ed orizzontali.

Sulla parte superiore della vasca dovranno esserci n. 2 tappi con chiusura a baionetta di cui uno almeno del Ø 400 per operazione di pulizia e ispezione effluente finale.

La fossa settica dovrà essere dimensionata secondo le norme UNI EN 12566-1 a marcatura CE e certificazione DOP, adatta al trattamento primario delle acque nere provenienti da civili abitazioni o scarichi assimilabili, idonea allo scarico in pubblica fognatura o al trattamento successivo.

La fossa settica mod. … MONO/BI/TRI avrà le seguenti dimensioni Ø … x h …. volume totale lt. …. potenzialità A.E. ….

Scelta del prodotto

Qualora vengano utilizzate come fosse accessorie, devono avere una capacità minima di 150 lt./A.E., mentre nel caso di utilizzo come singolo componente la capacità minima è consigliabile essere di 200 lt. /A.E..

Le fosse settiche possono essere utilizzate per la ricezione primaria dei reflui domestici come ad esempio le acque provenienti dai WC e dalle altre utenze domestiche: nelle fosse settiche non possono essere condotte acque meteoriche.

Tutte le fosse settiche bicamerali hanno proprietà chiarificatrici e depurative, pertanto le acque reflue in uscita, devono essere recapitate in:

  • Pubblica fognatura
  • Pozzo assorbente
  • Subirrigazione
  • Fitodepurazione
  • Trattamento Secondario (depuratori a fanghi attivi o filtri percolatori)

depuratore

Depurazione – Impianti a fanghi attivi

Applicazioni

Gli impianti a fanghi attivi o “ad ossidazione totale” o “prolungata” vengono utilizzati per scarichi di origine civile che non recapitano in pubblica fognatura. Il processo depurativo è di tipo biologico e si basa sull’azione di batteri aerobici, che si nutrono della sostanza organica contenuta nei liquami in ingresso. Gli impianti a fanghi attivi sono divisi in una zona di ossidazione, all’interno della quale viene diffusa l’aria necessaria alla sopravvivenza dei batteri, e in una zona di sedimentazione, dove gli aggregati di fango più grandi si separano dal flusso idrico in uscita. Questi impianti possono essere corredati da pre o post-trattamenti che consentono di migliorare l’efficienza depurativa complessiva, in funzione delle caratteristiche dello scarico e del tipo di recapito finale.

Riferimenti normativi

  • Direttiva CEE n.° 91/ 271 del 21/05/91
  • Decreto legislativo n.° 152 del 22/04/06
  • Delibera del 04/02/1977
  • D.M. n.185/03
  • D.M. 30/07/99

Descrizione

Depuratore a fanghi attivi in polietilene da interro “DFA..” tipo Starplast a forma cilindrica verticale, a spessore costante delle pareti e struttura irrigidita da nervature verticali ed orizzontali.

All’interno alloggerà il cono di sedimentazione secondaria con inclinazione adeguata e passaggio di comunicazione idraulica al vano di ossidazione nel quale alloggiano diffusori d’aria a bolle fini alimentati da compressore a membrana.

Il coperchio superiore dell’impianto realizzato a doppia parte, per maggiore resistenza al carico del terreno, sarà munito di n. 2 tappi con chiusura a baionetta di cui uno almeno del Ø 400 per operazione di pulizia dei due comparti e ispezione effluente finale.

L’impianto dimensionato secondo le norme UNI EN 12566-3 a marcatura CE e certificazione DOP, dovrà essere adatta al trattamento secondario dei reflui da impianto primario di civili abitazioni o assimilabili, idoneo allo scarico in acque superficiali o al trattamento successivo.

L’impianto a fanghi attivi mod. DFA … .. avrà le seguenti dimensioni Ø … x h …. volume totale lt. …. potenzialità A.E. ….

Scelta del prodotto

A seconda dei vari campi di applicazione si possono scegliere, come impianti di trattamento secondari, diverse tipologie di depuratori a fanghi attivi atti a trattare:

scarichi domestici per recapito in corpo idrico

scarichi domestici per recapito sul suolo

scarichi domestici misti per recapito in corpo idrico

scarichi domestici misti per recapito sul suolo

scarichi di piccoli locali pubblici per recapito in corpo idrico

scarichi di piccoli locali pubblici per recapito sul suolo

scarichi di attività produttive per recapito in corpo idrico

scarichi di attività produttive per recapito sul suolo

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Depurazione – Impianti a filtro percolatore

Applicazioni

Gli impianti a filtro percolatore vengono utilizzati per scarichi di origine civile che non recapitano in pubblica fognatura. Il processo depurativo è di tipo biologico e si basa sull’azione depurativa esercitata dalla flora batterica che si sviluppa su opportuni corpi di riempimento ad elevata superficie specifica di cui sono riempiti i manufatti.

I microrganismi che si nutrono della sostanza organica contenuta nei liquami in ingresso possono essere di tipo anaerobico (ovvero non necessitano di ossigeno libero) o aerobico (ovvero richiedono la presenza di ossigeno libero); di conseguenza esistono due tipi di impianto a filtro percolatore, anaerobico o aerobico. Questi impianti possono essere corredati da pre-trattamenti che consentono di migliorare l’efficienza depurativa complessiva, in funzione delle caratteristiche dello scarico e del tipo di recapito finale.

Riferimenti normativi

  • Decreto legislativo n.° 152 del 22/04/06

Descrizione

Filtro percolatore anaerobico o aerobico in polietilene da interro tipo Starplast a forma cilindrica verticale, a spessore costante delle pareti e struttura irrigidita da nervature verticali ed orizzontali. All’interno riempito di elementi (corpi di riempimento con superficie specifica pari a 120mq/mc) per la formazione di flora batterica, posati su griglia di separazione sul sondo della stessa per idonea pulizia dei sedimenti. Il coperchio superiore della vasca realizzato a doppia parte, per maggiore resistenza al carico del terreno, sarà munito di n. 2 tappi con chiusura a baionetta di cui uno almeno del Ø 400 per operazione di pulizia dei due comparti e ispezione effluente finale.

Il filtro percolatore dimensionato secondo le norme UNI EN 12566-3, dovrà essere adatto al trattamento secondario dei reflui provenienti da impianto primario di civili abitazioni o assimilabili, idoneo allo scarico in acque superficiali o al trattamento successivo.

Il filtro percolatore mod. … .. avrà le seguenti dimensioni Ø … x h … volume totale lt. …. potenzialità A.E. ….

Scelta del prodotto

Questi percolatori sono idonei alla ricezione di tutti i reflui domestici, anche quelli provenienti da utenze saltuarie, recapitanti da trattamento primario e destinati allo scarico in corsi d’acqua significativi; prima del percolatore deve essere installato un degrassatore ed una fossa Imhoff dimensionate in ragione dello stesso numero di abitanti equivalenti. I filtri percolatori si distinguono in anaerobici con uscita alta e filtri aerobici con uscita sia bassa che alta con soffiante e diffusore a bolle fini. Gli aerobici con uscita bassa prevedono una seconda fossa imhoff (oppure fossa settica) a valle dell’impianto. I filtri percolatori possono essere forniti con singole unità oppure con impianti monoblocco cioè con la presenza di un trattamento primario nel primo vano. Sono disponibili percolatori che funzionano con o senza l’energia elettrica; per i filtri percolatori in Tab. IV è necessaria la presenza di un compressore soffiante ed un diffusore di micro bolle all’interno del manufatto.

fitodepurazione-modello-02

Impianti di fitodepurazione a vassoi assorbenti (subirrigazione)

Applicazioni

Gli impianti di sub-irrigazione a vassoi assorbenti vengono utilizzati per scarichi di origine civile che non recapitano in pubblica fognatura o in corpo idrico superficiale. I reflui in ingresso all’impianto vengono distribuiti all’interno di diversi vassoi, ciascuno contenente un numero opportuno di piante. Il processo depurativo sfrutta la capacità di evapotraspirazione del terreno, sia diretta che tramite piante, e l’assorbimento degli elementi organici dei liquami da parte degli apparati radicali delle piante stesse. Le uniche acque in uscita dall’impianto sono quelle piovane, che si hanno in corrispondenza degli eventi meteorici; queste acque, comunque considerate sufficientemente diluite, possono essere allontanate tramite la tubazione di troppo pieno dell’impianto o riportate a monte tramite un’opportuna stazione di ricircolo, garantendo così la completa assenza di scarico in uscita. Questi impianti possono essere corredati da pre-trattamenti che consentono di migliorare l’efficienza depurativa complessiva, in funzione del tipo di scarico in ingresso.

Riferimenti normativi

  • Decreto legislativo n.° 152 del 22/04/06

Descrizione

Impianto di fitodepurazione a flusso orizzontale o verticale in polietilene da interro tipo Starplast composto da vasca Imhoff, pozzetti di raccordo e vassoi di alloggiamento piante.

Vasca Imhoff: a forma cilindrica verticale, a spessore costante delle pareti e struttura irrigidita da nervature verticali ed orizzontali.

Il coperchio superiore della fossa realizzato a doppia parte, per maggiore resistenza al carico del terreno, sarà munito di n. 2 tappi con chiusura a baionetta di cui uno almeno del Ø 400.

Pozzetti di raccordo: a forma ottagonale con coperchio a baionetta Ø 400 e nr… tubazioni di raccordo.

Vassoi fitodepurazione: superficie specifica pari a 5 m² ed altezza del letto maggiore di 70 cm.

L’impianto di fitodepurazione a flusso orizzontale dimensionato secondo le norme UNI EN 12566-1, dovrà essere adatto al trattamento completo delle acque provenienti da civili abitazioni o assimilabili, idonea allo scarico in acque superficiali.

L’impianto di fitodepurazione a flusso orizzontale o verticale mod…. .. avrà le seguenti dimensioni Ø … x h …. volume totale lt. …. potenzialità A.E. ….

Scelta del prodotto

Impianto di fitodepurazione a flusso orizzontale per la depurazione naturale dei reflui domestici provenienti dal trattamento primario. I vassoi sono dimensionati secondo la normativa vigente, in ragione di un vassoio per 1 o 2 abitanti equivalenti. I vassoi vengono forniti corredati di tubazioni di ingresso e di uscita con guarnizione esterna in gomma.

prima-pioggia-(2)Impianti di trattamento acque di prima pioggia

Applicazioni

Gli impianti di trattamento delle acque di prima pioggia vengono utilizzati per il trattamento delle acque di dilavamento di superfici pavimentate. Le cosiddette acque di prima pioggia vengono quantificate considerando un’altezza di pioggia di 5 [mm] sulla superficie considerata. Il volume così ottenuto viene convogliato alla fase di depurazione, costituita da una o più vasche di accumulo e sedimentazione e da un trattamento specifico per la rimozione degli oli e degli idrocarburi. Le acque in eccesso (di seconda pioggia) vengono invece convogliate direttamente all’uscita dell’impianto tramite una tubazione di by-pass. Questi impianti possono essere corredati da post-trattamenti che consentono di aumentarne l’efficienza depurativa complessiva, in funzione del tipo di scarico e delle particolari caratteristiche del recapito finale.

Riferimenti normativi

  • Direttiva CEE n.° 91/ 271 del 21/05/91
  • UNI EN 858

Descrizione

Impianto di trattamento acque di prima pioggia da interro tipo Starplast idoneo a trattare i reflui di dilavamento di superfici pavimentate, composto da tre manufatti di polietilene realizzati nella tecnica di stampaggio rotazionale: scolmatore, vasca di accumulo e rilancio e deoliatore a coalescenza.

Scolmatore: di forma ad Y per ingresso reflui e due uscite.

Vasca di accumulo e rilancio: a forma cilindrica orizzontale modulare saldata ad elettrofusione a passaggio totale; all’interno della vasca alloggia una pompa monofase di rilancio verso la sezione di deoliazione.

Deoliatore: a forma cilindrica verticale, con cartuccia estraibile con filtro a coalescenza per l’aggregazione e la separazione delle particelle di liquido leggero realizzato secondo quanto previsto dalla UNI EN 858-1/2 Classe 1 a marcatura CE e certificazione DOP e idoneo allo scarico in acque superficiali o a trattamenti sucessivi.

L’impianto per il trattamento delle acque di prima pioggia di dilavamento strade o piazzali, avrà le seguenti dimensioni e potenzialità:

– Scolmatore: tubi in max Ø 630 x out by-pass max Ø 630 x out verso vasca Ø…

– vasca: volume totale lt…. – L … x L… x h… – tubi in/out Ø …

– Deoliatore: volume totale lt … – Ø … x h … – tubo in Ø … – tubo out Ø … .

– Piazzale: m²…

Scelta del prodotto

All’impianto di trattamento delle acque di prima pioggia possono essere aggiunti i seguenti accessori:

rilevatore di evento meteorico;

otturatore;

sonda di livello olio con allarme;

SC060

Deoliatore /Dissabiatori

Applicazioni

I deoliatori vengono utilizzati come trattamento delle acque contenenti oli, provenienti per esempio da utenze civili, industriali o artigianali, come garage, piazzali, parcheggi, officine meccaniche, zone di lavaggio mezzi, ecc., prima del recapito in pubblica fognatura o a monte di un idoneo impianto di depurazione (filtrazione in pressione, chimico-fisico, ecc.). I deoliatori sono vasche di calma dotate di un comparto interno, in cui si dà modo agli oli di flottare secondo meccanismi fisici di separazione liquido-liquido; le sostanze separate rimangono intrappolate nel comparto interno, mentre i reflui depurati passano nel bacino principale attraverso l’apposita apertura sul fondo del comparto interno stesso e raggiungono così l’uscita.

I dissabbiatori servono per separare le sabbie e gli inerti presenti nei reflui. La separazione degli oli è un processo fisico di rimozione di tutte le sostanze leggere immiscibili in acqua non emulsionate. La separazione di sabbie e inerti è anch’esso un processo fisico, ma di rimozione di tutte le sostanze che hanno peso specifico superiore a quello del refluo. I dissabbiatori sono vasche di calma in cui avviene la decantazione di sabbie e inerti che si depositano sul fondo.

Riferimenti normativi

  • Decreto legislativo n.° 152 del 22/04/06
  • Direttiva CEE n.° 91/ 271 del 21/05/91
  • UNI EN 858

Descrizione

Deoliatore a coalescenza in polietilene da interro tipo Starplast a forma cilindrica verticale, a spessore costante delle pareti e struttura irrigidita da nervature verticali ed orizzontali.

All’interno del deoliatore è presente una cartuccia estraibile con filtro a coalescenza per l’aggregazione e la separazione delle particelle di liquido leggero.

Sulla parte superiore della vasca dovranno esserci n. 2 tappi con chiusura a baionetta di cui uno almeno del Ø 600.

Il deoliatore dovrà essere realizzato secondo quanto previsto dalla UNI EN 858-1/2 a marcatura CE e certificazione DOP, adatto alla separazione dei liquidi leggeri per il trattamento delle acque di dilavamento provenienti da superfici pavimentate, idoneo allo scarico in acque superficiali o al trattamento successivo.

Il deoliatore mod. … avrà le seguenti dimensioni Ø … x h …. volume totale lt. …. portata l/s …. superficie del piazzale m²…

Scelta del prodotto

Il Separatore a coalescenza è costruito in monoblocco in polietilene da interro irrigidito con nervature continue e parallele dotato di pacco lamellare idoneo per l’intercettazione e la separazione di idrocarburi non emulsionati, non solubili in acqua, dispersi in acque di dilavamento superficiale da recapitarsi in corpo recettore secondo indicazioni dell’Autorità Competente. Questi manufatti possono essere seguiti da pre e post-trattamenti che consentono di migliorare l’efficienza depurativa complessiva, in funzione del tipo di scarico e delle particolari caratteristiche del recapito finale.

Serbatoi in materiale plastico

Descrizione
La gamma della produzione di serbatoi spazia fra quelli destinati all’interramento e quelli da usarsi per utilizzo esterno.

I serbatoi da interro sono prodotti completi di nervature atte a resistere alle forze di compressione del terreno. Sono prodotti con materia prima PE e pertanto possono contenere sostanze ad uso alimentare. Ci sono diverse forme, verticali o monoblocco da 800 litri a 9000 litri e sistemi modulari sino a 42.000 litri.

I serbatoi da esterno, presenti in varie figure da 150 a 10000 litri, si presentano in colorazione azzurro. Hanno la caratteristica di aver già più inserti in ottone rotostampati da 1” per il carico e lo scarico del liquido. Sono prodotti con materia prima PE e pertanto possono contenere sostanze ad uso alimentare.

Per tutti i prodotti da interro è necessario attenersi scrupolosamente alle modalità d’interro riportate in tutta la documentazione del produttore.

Serbatoi di raccolta dell’acqua piovana

Descrizione
I serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana si presentano anche sotto forma di impianti per la raccolta di acqua meteorica dotati quindi di sistema di filtrazione e troppopieno integrato; è disponibile in due versioni: IRRI completo di pompa, pressostato, vaso di espansione, IDRO completo di pompa, pressostato, vaso di espansione, sistema di disinfezione e di reintegro delle acque.

Per tutti i prodotti da interro è necessario attenersi scrupolosamente alle modalità d’interro riportate in tutta la documentazione del produttore.

Stazioni di sollevamento

Descrizione
I serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana si presentano anche sotto forma di impianti per la raccolta di acqua meteorica dotati quindi di sistema di filtrazione e troppopieno integrato; è disponibile in due versioni: IRRI completo di pompa, pressostato, vaso di espansione, IDRO completo di pompa, pressostato, vaso di espansione, sistema di disinfezione e di reintegro delle acque.

Dispositivo di cacciata per la pulizia automatica e continua delle condotte fognarie

Descrizione

V-03 è un dispositivo di cacciata per la pulizia dei condotti fognari sia pubblici che privati; si presta inoltre ad essere utilizzato nella sub-irrigazione per favorire la dispersione dei liquami su tutta la superficie disperdente, prevenendo costosi interventi di manutenzione.

A differenza dei tradizionali sistemi, V-03 consente uno scarico sicuro e repentino dell’acqua contenuta in una vasca da raccolta indipendentemente dalla portata che può essere anche minima e non continua.

Questa caratteristica unita alla semplicità di funzionamento consente di ottimizzare i flussi idrici, riducendo i prelievi dalle fonti di alimentazione e i costi legati al trattamento dell’acqua di cacciata in arrivo agli impianti di depurazione.

V-03 è un dispositivo che consente di evitare intasamenti e costosi interventi di pulizia e spurgo dei condotti fognari; non necessita di alcun tipo di regolazione, manutenzione e può essere alimentato da fonti rinnovabili come acque meteoriche, acque di drenaggio, scarichi di acque chiarificate ecc…

Come funziona

Fase 1

Il dispositivo è sostanzialmente costituito da una vaschetta galleggiante, con una geometria brevettata, collegata ad un tubo flessibile che immette nel condotto di scarico fognario l’acqua della vasca di accumulo con sequenza continua e regolabile

 

 

Fase 2

L’alimentazione della vasca di accumulo con acqua proveniente da fonti esterne (rubinetto) solleva la vaschetta galleggiante.

 

 

 

Fase 3

La vaschetta galleggiante, una volta raggiunta la quota massima di galleggiamento si riempie d’acqua ricadendo sul fondo.

 

 

 

Fase 4

Il tubo flessibile, collegato allo scarico, svuota la vasca d’accumulo ripristinando la situazione di galleggiamento della vaschetta dando inizio al ciclo successivo

Voce di capitolato

Fornitura e posa in opera di dispositivo di cacciata tipo V-03 per la pulizia automatica e continua di condotte fognarie, basato su un sistema di galleggiante che permette l’accumulo di una sufficiente e regolabile quantità d’acqua in una vasca, anche esistente, da immettere in modo repentino nella condotta di scarico fognario per il lavaggio della condotta stessa. La quantità d’acqua scaricabile per ciclo è compresa tra 200 e 480 litri. Il numero di cicli è regolabile in ragione della portata di alimentazione del pozzetto.

Il sistema è costituito da:

  • Vaschetta in acciaio inox AISI 304
  • Tubo flessibile in propilene spiralato
  • Raccordo con tubazione di scarico

PRODOTTI TRATTATI:

  • Tubazioni in materiale plastico per condotte
    di fognatura o di scarico interrato
  • Tubi e raccordi per fognature e condotte di scarico
  • Tubi e raccordi in PVC compatto a norma UNI EN 1401
  • Tubazioni in PVC a parete strutturata a norma UNI EN 13476
  • Tubi e raccordi in Polipropilene a parete compatta a norma UNI EN 1852
  • Tubazioni in Polietilene o Polipropilene a parete strutturata a norma UNI EN 13476
  • Tubo strutturato in polietilene con anima in acciaio a norma UNI EN 13476
  • Tubazioni e raccordi in ghisa sferoidale a norma UNI EN 598
  • Tubazioni e raccordi in Gres per condotte di scarico a norma UNI EN 295
  • Pozzetti e camere per l’ispezione e la manutenzione alle condotte in Polipropilene a norma UNI EN 13598
  • Pozzetti e camere per l’ispezione e la manutenzione alle condotte in Polietilene a norma UNI EN 13598
  • Pozzetti per l’allacciamento alla fognatura
  • Pozzetti d’ispezione POLIEKO 400
  • Accessori per fognature
  • Paratoia di intercettazione e Valvole a ghigliottina per acque reflue
  • Degrassatori
  • Imhoff
  • Fosse Settiche
  • Depurazione – Impianti a fanghi attivi
  • Depurazione – Impianti a filtro percolatore
  • Impianti di fitodepurazione a vassoi assorbenti (subirrigazione)
  • Impianti di trattamento acque di prima pioggia
  • Deoliatore/Dissabiatori
  • Serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana
  • Stazioni di sollevamento
  • Dispositivo di cacciata per la pulizia automatica e continua delle condotte fognarie

Prodotti in evidenza:

Prodotti in evidenza:

  • Il sistema di giunzione SEWERLOCK

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